Scuole, due pesi e due misure? Eppure i bambini sono uguali. Sicurezza per tutti!

Quando avevamo sollevato la questione sulla sicurezza dei locali dove gli alunni della scuola elementare di San Marco Argentano centro sono stati dislocati, in attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione del plesso scolastico, la risposta dell’amministrazione comunale era stata un farfugliare di scuse poco convincenti. Oggi però ci danno ragione perché nella manifestazione d’interesse per la ricerca di un edificio che ospiti gli alunni del plesso dello Scalo, i requisiti richiesti sono notevolmente stringenti.

“L’accesso ai locali dovrà essere autonomo, dovrà essere assicurata l’accessibilità ai sensi della vigente normativa”; “I locali devono essere serviti da un adeguato parcheggio agli operatori e all’utenza”, vengono richiesti “locali strutturati per accogliere n. 5 aule, oltre i locali per i servizi igienici”; insomma gli immobili devono essere “funzionali alle finalità scolastiche” e “tali da garantire la massima sicurezza nella salita e discesa degli alunni”; e ancora l’immobile deve essere “munito di regolare certificazione di agibilità e di tutte le certificazioni periodiche descritte (antincendio, elettrico, tecnico, ecc.)”.

Sono tutte richieste giustissime, da sempre ripetiamo che sulla sicurezza degli alunni non si può risparmiare, ma la domanda che poniamo è come mai per gli alunni della scuola elementare del centro storico non sono state cercate soluzioni che rispettassero questi stessi parametri che ora l’amministrazione chiede per i bambini dello Scalo.

Il trasferimento degli studenti del plesso centrale nei locali della ex Pretura era stato da noi profondamente criticato perché non vi sono le condizioni di sicurezza necessari a far dormire i genitori tranquilli, sulla richiesta dei certificati non abbiamo ricevuto risposta soddisfacente, nello stesso edificio si trova il giudice di pace che svolge attività regolarmente, le aule sono anguste e i servizi igienici insufficienti al rispetto della privacy di alunni, docenti e personale ausiliario, all’esterno non vi sono parcheggi e per salvaguardare l’incolumità dei bambini è necessario chiudere quotidianamente un tratto di strada all’ora di entrata e uscita.

Insomma, i disagi vissuti dagli alunni sono moltissimi e le nostre richieste di trovare una soluzione migliore sono cadute nel vuoto. Per i bambini dello Scalo invece vengono chieste condizioni normalmente (e giustamente, lo sottolineiamo) accettabili. Perché questa disparità di trattamento? Non riusciamo francamente a capire se vi siano ragioni particolari per tale comportamento iniquo nei confronti degli alunni, come se essi fossero di serie A o di serie B! Oppure l’amministrazione comunale ha recepito le nostre critiche e compreso quanto sia importante salvaguardare l’incolumità dei bambini durante le ore di lezione. In tal caso saremmo contenti di aver pungolato con profitto gli amministratori pubblici ma nello stesso tempo dovremmo immediatamente chiedere una sistemazione più sicura e confortevole anche per gli alunni del centro. E’ una questione di tutela della salute, di giustizia, di garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini del territorio.

I consiglieri

Antonio Lanzillotta, Glauca Cristofaro, Paolo Cristofaro, Annalia Incoronato

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Un pensiero su “Scuole, due pesi e due misure? Eppure i bambini sono uguali. Sicurezza per tutti!

  1. Ma cosa vuoi commentare? Il fenomeno si commenta da sé. E’ talmente lampante la sperequazione di trattamento che ti innervosisce il solo pensarlo. Ma ciò che dà maggiormente fastidio è l’indifferenza di quella gente che, pur essendo interessata al problema, non batte ciglio come se esprimere una seppur timida critica corrispondesse ad un gesto sacrilego e blasfemo. Non vorrei che a queste persone desse noia anche il fatto che qualcuno prenda le loro difese.
    Lottate, consiglieri di “Progetto comune”! Indipendentemente dagli esiti e dalla considerazione dei pusillanimi.
    A lungo andare, qualcuno dovrà pur prendere coscienza della mortificazione che si subisce quando si viene considerati servi della gleba.

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