A Ferragosto, montagna inaccessibile. Mai accaduto!

Ancora una volta un interesse privato viene preferito alla fruizione di un bene pubblico. Mai era accaduto a San Marco Argentano che il giorno di Ferragosto la montagna magna fosse resa inaccessibile ai cittadini e ai turisti che ogni anno hanno l’abitudine di trascorrere questa giornata immersi nella natura.

Molti cittadini ci hanno segnalato l’anomalia, che trova origine nell’appalto per la raccolta del legname in corso d’opera. Ci hanno anche segnalato, tuttavia, che la quasi totalità degli alberi è stata già caricata in quella zona. Allora perché negare l’autorizzazione all’apertura della strada di accesso alla cd casetta dei cacciatori e luoghi attrezzati per il pic nic nelle vicinanze?

Il diniego delle autorità comunali ha privato tanti giovani della gioia di stare insieme e le famiglie di poter apprezzare la bellezza dei luoghi naturali del nostro territorio. Non è secondario apprezzare la correttezza di chi si è preoccupato di chiedere formalmente, con buona educazione e scrupolosità dal punto di vista legale, l’autorizzazione all’accesso alla montagna magna. Ogni richiesta è caduta nel vuoto, con la conseguenza di aver perso anche l’occasione di far conoscere quei posti gradevoli ai turisti che vi si sarebbero potuti recare.

A queste considerazioni ne aggiungiamo un’altra che riteniamo di non poco conto proprio sull’esecuzione dell’appalto di raccolta della legna. Abbiamo già chiesto pubblicamente nell’ultima seduta del consiglio comunale, e reiteriamo la richiesta in questa occasione, se qualcuno sta vigilando effettivamente sulla ditta incaricata. Il vicesindaco Giuseppe Mollo fece spallucce alla nostra domanda, lasciando intendere che l’amministrazione non si sta curando del rispetto della legalità in un tema così delicato come la conservazione dell’ambiente. Atteggiamento che, tra l’altro, stride non poco con la sua esperienza di cacciatore e amante della montagna, come ha avuto modo di ricordare lui stesso.

Consentire o non controllare il taglio indiscriminato di alberi (che per noi equivale alla medesima responsabilità) causa danni irreparabili per l’ambiente e per l’economia di San Marco. Ci preme infine sottolineare che la montagna è un bene pubblico, di tutti i cittadini, e non può essere consentito che venga devastata per agevolare il guadagno di un privato. Chiediamo dunque nuovamente, e con forza, che il sindaco e le autorità competenti vigilino sulla corretta esecuzione dell’appalto e ne chiedano conto ai consiglieri comunali di Progetto Comune e a tutta la cittadinanza.

Non ci è chiaro, inoltre, quale evidenza pubblica sia stata seguita per affidare in gestione la baita del fiume Fullone, al Mulino di Mezzo. Ci risulta che in queste settimane se ne stiano occupando privati ma non ricordiamo di aver visto da parte dell’amministrazione comunale inviti rivolti ai cittadini di farsi avanti per partecipare a una procedura allargata. Ancora una volta, gli amministratori fanno della cosa pubblica una cosa “loro”, disponendone a proprio piacimento. Ribadiamo che questo modo di fare non ci piace e continueremo a rendere pubbliche tutte queste storture.

I consiglieri comunali

Antonio Lanzillotta, Glauca Cristofaro, Paolo Cristofaro, Annalia Incoronato

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